13 marzo 2013

Lebenskraft

Graz 12 marzo 2013

articolo a cura di Cristina Battaglini


La scorsa primavera ho voluto frequentare a un laboratorio erboristico di 8 lezioni svolto dall’associazione Archeosofica di Empoli. Mossa dalla curiosità di conoscere qualcosa in più sul “modo di curarsi con le piante” (da sempre la mia refrattarietà nell’assumere medicine tradizionali in caso di qualsiasi tipo di malessere psico-fisico) e spinta anche dall’affinità di un progetto di dottorato sull’alchimia che stavo stilando, ho deciso di mettermi alla prova entrando in questo “nuovo mondo”.
La prima cosa ci fu detta a lezione fu che ogni pianta ha esattamente la stessa struttura vitale dell’uomo (escluso il pensiero e i bisogni fisico-emotivi dell’uomo!) vale a dire nasce, cresce respira ha bisogno di nutrirsi, sente e muore. Lo stoma è la “bocca delle piante”,attraverso il quale avviene appunto la funzione respiratoria. Disposto su tutte le parti erbace, in modo particolare sulla parte inferiore della foglia è l’unica struttura a possedere i cloroplasti che consentono lo scambio gassoso fra interno ed esterno del vegetale, in particolare l’entrata dianidride carbonica e la fuoriuscita di ossigeno. Alcune piante e alberi possiedono anche il tannino, un principio di veleno che serve ad allontanare elementi di disturbo come gli insetti ad esempio, una specie di autodifesa, ( noi essere umani esercitiamo forse la stessa autodifesa all’esterno attraverso l’espressione verbale o reazioni di tipo psico-fisico intuendo l’ostacolo con quelle che chiamiamo cattive energie?). Ogni pianta possiede inoltre il suo tempo balsamico cioè il momento di massimo principio attivo che è poi quello ideale per la sua raccolta ( forse quello dell’adolescenza e della giovinezza per l’uomo? Ogni essere umano ha il suo particolare tempo balsamico forse!) Le funzioni curative delle piante affondano le sue radici nella storia dei tempi. E’ nel 1500 a.C. che compaiono i primi scritti il più antico è il Papiro Ebers che elenca molte piante e i consigli per un loro utilizzo adatto, incantesimi e magie. Il Papiro Ebers ( 1550 ca. a.C), dal nome dell’egittologo e scrittore tedesco Georg Ebers che lo acquistò nel 1873-84 , è un rotolo di papiro databile alla XVIII dinastia egizia, scritto in ieratico, la forma di corsivo comunemente usata dagli scribi.


Pagina del Papiro che tratta di tumori. Università di Lipsia, Germania.
Se Aristotele sosteneva che le piante possedevano un'anima possiamo dunque sentirci molto affini al mondo delle piante!  La medicina tradizionale si basa sul principio allopatico attribuito a Ippocrate contraria contrariis curentur «i contrarî si curino con i contrarî», contrapponendosi al similia similibus «i simili con i simili» della terapia omeopatica. Quell’ultima infatti si basa sulla somministrazione di una dose del sintomo ed un termine coniato da Samuel Hahnemann nel XIX secolo.
Oggi si possono distinguere, fra le altre, tre grandi tradizioni fitoterapiche (terapia attraverso le piante).


Chiudiamo questo primo breve excursus con un concetto che ci servirà da leitmotiv per le prossime discussioni: Hahnemann elabora il concetto di Lebenskraft (già espresso in termini di Entelechia e Dynamis in Aristotele): la forza vitale anima tutti gli esseri viventi e li rende capaci di sentire, di svolgere una funzione, una attività e di sostenersi.

Nessun commento:

Posta un commento

Blog Archive